Resoconto accorato dell'incontro di domenica 11 dicembre 2011

Cari Gastellani, amici e simpatizzanti,

Vogliamo ringraziare tutti i partecipanti al incontro di ieri domenica 11 dicembre 2011: Domenica, Silvia, Marco, Irene, Alessandro, Maria, Teresio, Lucia, Rossella, Pietro e la piccola Zoe, Stefano della Coccinella e il suo bimbo Paolo;
Nicola che è arrivato con la zuppa fatta da Samanta che nonostante fosse ammalata non ci ha fatto mancare la sua presenza preparandoci una ottima zuppa di farro e fagioli che ci ha scaldato il cuore,

i nostri amici agricoltori, produttori che sono stati con noi:

Mattia della Fratta D’oro, Fabrizio, Ester e i loro bimbi, e Corrado di Angirelle, e Andrea della Cooperativa Papa Giovanni XXIII.

Grazie alla  loro disponibile partecipazione abbiamo interiorizzato la necessità di smettere di considerarci “consumatori”… anche se di  alimenti e prodotti bio, solidali ed ecologici.  Anche alla luce della truffa sulle certificazioni bio recentemente scoperta dalle forze dell'ordine con la operazione "gatto con gli stivali",  appare evidente come la garanzia migliore per la qualità del cibo sia quella del rapporto diretto col produttore; e più in generale che ogni parte in causa del basilare processo di produzione alimentare "ci metta la propria faccia". 
In questo modo i "consumatori" diventano "co-produttori": la relazione di fiducia diventa un fattore determinante per la attività di produzione stessa.

La relazione di fiducia deve però essere reciproca: vorremmo infatti garantire stabilità a chi ci offre i frutti di un lavoro che riteniamo di alta qualità. 
In questa prospettiva, un modo per spiegare il senso della partecipazione al GAS può essere il seguente: ogni partecipante, a fronte del pagamento delle cassette, ha riservato una porzione di orto di circa 150mq, e una persona esperta che lo lavora. E' possibile visitare il proprio orto in ogni momento e chiedere al contadino ogni tipo di spiegazione sull'andamento del suo lavoro, sulle scelte fatte, sulle condizioni climatiche, ...
Potete immaginare il cambiamento di mentalità?

Il nostro intento più generale è quello di contribuire a un cambiamento del senso comune sui temi dell’amore verso la terra e la natura, del benessere e alla salute, della solidarietà. Crediamo che l'unico modo di diffondere questi valori sia "dal basso", diffondendo pratiche virtuose in cui le persone si possano sperimentare in una modalità di relazione col prossimo nella vita quotidiana, che sviluppi il la fiducia ed il potenziale umano prima della competizione e del potenziale economico. Solo quando ciascuno si sente riconosciuto e rispettato dai suoi simili può operare scelte responsabili ad un livello più elevato della mera lotta per la sopravvivenza.

A questo proposito dalla riunione è emersa la volontà di andare oltre la esperienza del GAS, sviluppando parallelamente altri due percorsi per i quali crediamo ci possa essere terreno fertile a Castel San Pietro e dintorni: si tratta di Banca del Tempo, e Transizione.

La Transizione è un movimento mondiale nato in Irlanda a partire da...un laboratorio scolastico sulla sostenibiità ambientale, che si prefigge di sviluppare: prima una coscienza dei cambiamenti globali in atto, come la fine dell'era del petrolio ed il cambiamento climatico (riscaldamento dell'atmosfera), per poi consentire una transizione meno traumatica possibile verso un nuovo modello di vita. 
In tale modello è centrale il concetto di sostenibilità e reti di solidarietà, intesa non come "assistenza" ma come reciproca modalità di relazione col prossimo. Ed è in questo senso che si muove la Banca del Tempo: aggregare persone che cominciano ad utilizzare anche una moneta "pulita", la cui unità di misura è l'ora di tempo dedicato al prossimo. 
In sintesi: ogni partecipante alla Banca del Tempo offre prestazioni in cui è esperto (es.: informatica, chitarra, cucito, accompagnamento anziani, ecc...) e può usufruire delle prestazioni offerte da tutti gli altri. Più precisamente per ogni ora di servizio svolto viene rilasciata dal beneficiario una ricevuta-assegno (in "ore") che è possibile spendere per avere il corrispettivo di ore in prestazioni offerte da qualunque altro partecipante. 
Una pratica di sostenibiità che si integra bene con la Banca del Tempo è quella del Baratto: a questo scopo allestiremo un mercatino, che sarà permanente online e diventerà "fisico" quando possibile. I partrecipanti alla banca del tempo potranno qui scambiare anche oggetti -parliamo sempre di materiale per lo più usato e comunque proposto al di fuori di ogni mentalità commerciale- in cambio di ore.

Abbiamo condiviso inoltre alcune notizie e suggestioni su situazioni critiche relative al territorio ed alla comunità locale, e ci siamo riproposti di tenerci aggiornati a vicenda su qualunque tema rilevante.
        
Ci auguriamo che queste riflessioni siano utili anche per chi non ha potuto venire e avrebbe voluto, e in fondo per tutti quelli che ci leggono.
Un affettuoso saluto!
Marina e Marcello